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Le borse Europee ancora in negativo...

Seduta nera per le borse europee che mettono così fine ai rialzi dei due giorni scorsi seguiti al piano anticrisi dei governi mondiali. L'indice paneuropeo DjStoxx 600 ha chiuso in calo del 6,4% dopo le forti perdite registrate da Londra (-7%), Parigi (-6,8%), Francoforte (-6,5%) e Milano (-4,95%) sui timori di recessione dell'economia globale. RECESSIONE SCUOTE BORSE (di Paolo Algisi) MILANO - L'allarme recessione stoppa il rimbalzo delle borse. L'euforia per i provvedimenti dei governi mondiali è durata meno di due giorni e oggi l'Orso è tornato a imperversare sui listini di tutti i continenti. La paura per la crisi economica ha prima zavorrato le borse asiatiche (con la sola Tokyo in rialzo) e poi ha spazzato 353 miliardi di euro dai listini del Vecchio Continente. A Wall Street, già negativa ieri, il Dow Jones ha perso il 7,97% e il Nasdaq l'8,47%. A spaventare gli investitori è stato il dato proveniente dagli Stati Uniti sulle vendite al dettaglio a settembre: l'indice ha registrato un calo dell'1,2%, peggiore del -0,7% atteso. Numeri così brutti non si vedevano dall'agosto 2005 e così il pericolo recessione è tornato in primo piano. In Europa il pessimismo è stato rinfocolato dai dati sui sussidi di disoccupazione in Inghilterra, saliti di 31.800 unità a 939.000 mila, i massimi degli ultimi due anni. Cancellati in un sol colpo dunque gli effetti positivi che le trimestrali di Jp Morgan, Coca Cola e Intel, tutte con utili sopra le attesa, avevano diffuso sul mercato. Lo stesso presidente della Fed, Ben Bernanke, ha detto che, anche in caso di fine della crisi finanziaria, la ripresa negli Usa non sarà "immediata" mentre il Beige Book della Fed ha constata una frenata dell'economia statunitense a settembre. "La tempesta sui mercati finanziari pone una seria minaccia al benessere di tutti i cittadini del mondo" aveva detto in mattinata il presidente della Fed di San Francisco, Janet Yellen, affermando che gli Usa già sono in una fase di recessione. Intanto i leader del G8, in considerazione della profondità della crisi, hanno promesso "presto" un incontro per adottare riforme condivise. I mercati hanno così vissuto oggi una nuova Caporetto. Mentre le misure per scongelare il mercato del credito decise a Washington e Parigi hanno continuato a produrre cauti effetti (l'Euribor a tre mesi è sceso ancora fermandosi al 5,17%) ed è continuata l'iniezione di liquidità da parte della Bce (che anche ha allargato la varietà dei titoli accettati in garanzia per i prestiti alle banche) l'attenzione degli investitori si è spostata dalla finanza all'economia reale, la seconda grande vittima della crisi scatenata dai mutui subprime. Ad essere subissati dalle vendite sono stati i titoli delle materie prime, i petroliferi, le costruzioni. E anche il calo del prezzo delle commodities e del petrolio (oggi sceso sotto i 75 dollari al barile) viene letto come l'effetto del temuto raffreddamento della domanda globale. Così, fin dalla mattina in Asia, i giganti del settore sono stati bersagliati dalle vendite. In Europa l'indice Dj Stoxx delle materie prime ha perso il 15,5% con i tonfi di Anglo American (-20,1%), Xtrata (-19,6%), Rio Tinto (-16,6%) e Bhp (-15%).

YouTube | October 16, 2008Watch more videos from YouTube

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