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IVA SU SKY. Tremonti: l'aumento già impegno di Prodi

BRUXELLES - Aumentare l"Iva su Sky? "Non c'era alternativa", chiarisce Giulio Tremonti, che a sorpresa tira fuori un carteggio tra Roma e Bruxelles: "Vedete? Era un impegno già preso dal governo Prodi con la Commissione europea". Poi frena sull'ipotesi di uno sconto dal 20 al 15%: "Sulle aliquote europee non esistono mediazioni". A Bruxelles per la riunione dei ministri finanziari dell'Ue, il ministro dell'Economia - padre della norma che porta al 20% l'Iva sulle pay-per-view, inserita nel decreto legge anticrisi - chiude la consueta conferenza stampa del dopo Ecofin con un colpo di scena. Nel primo pomeriggio, il premier Silvio Berlusconi da Tirana lo aveva annunciato: "Quando Tremonti avrà chiarito le ragioni del suo agire la sinistra perderà ancora una volta la faccia". Il ministro all'appuntamento con i giornalisti è arrivato con sottobraccio un piccolo dossier. "Adesso vi distribuisco i documenti di Bruxelles da cui risulta che sul fronte delle aliquote Iva il sistema televisivo italiano era fuori dalla legittimità europea", spiega. E insieme distribuisce anche le lettere in cui il precedente esecutivo si impegnava a sanare la situazione, pena l'apertura di una procedura di infrazione. "Secondo la giurisprudenza della Corte europea di giustizia e la prassi della Commissione - afferma Tremonti carte alla mano - dato un servizio unico, non puoi avere aliquote Iva diverse, ma un'aliquota unica". Questo vale per il servizio televisivo in tutte le sue segmentazioni, compresa la pay-per-view via satellite, ed "esclusa la Rai, che è un servizio pubblico". Bruxelles avverte Roma per la prima volta nell'ottobre 2007, invitandola a mettersi in regola allineando le aliquote. Qui Tremonti tira fuori il pezzo forte: la lettera del 29 gennaio 2008 in cui la presidenza del consiglio rassicura Bruxelles. "Al più presto - si legge - ci allineeremo con legge l'ordinamento nazionale a quello comunitario, applicando la medesima aliquota per tutti i servizi, sia quelli fruibili attraverso canoni di abbonamento, sia quelli cosiddetti pay-per-view. Dell'avvenuto adeguamento - prosegue il testo - verrà data tempestiva comunicazione alla Commissione europea". "Il governo Prodi - affonda il ministro - si era dunque già impegnato ad eliminare le asimmetrie". "E noi non avevamo altra scelta", perché proprio in questi giorni giorni scadeva il termine per adeguarsi, pena l'apertura della contro l'Italia. In pratica, si trattava di decidere "se portare tutti al 20% o tutti al 10%, col rischio in quest'ultimo caso di dover anche rimborsare la maggiore Iva pagata". L'affondo di Tremonti non si chiude qui. "Toglietemi tutto tranne che Sky", scherza. Ma poi definisce "inaccettabile che da parte di tanti l'aumento di uno, due euro al mese per un abbonato a Sky è definita una rapina. Mentre dare tre euro al mese col bonus a chi ha più bisogno è un'elemosina. Lo trovo veramente immorale e indegno di un Paese civile".

YouTube | December 3, 2008Watch more videos from YouTube

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