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  • Gianluigi Tosto - L'ultimo Viaggio

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Gianluigi Tosto - L'ultimo Viaggio

'E dopo che avrai ucciso i Proci nella tua casa / parti allora prendendo i maneggevoli remi / fin quando giunga tra uomini che non conoscono il mare / e non mangiano cibo che sia mescolato col sale. / Quando con te incontrandosi un altro viandante ti dica / che un ventilabro tu porti appoggiato alla spalla gloriosa / allora, confitto li' a terra il maneggevole remo / e fatti bei sacrifici a Poseidone sovrano / tu a casa ritorna, e a te gia' lontano dal mare, la morte / verra' talmente dolce che ti spegnera' gia' consunto / dopo un'agiata vecchiezza: e intorno a te felici / saranno le genti: infallibile e' questo che io ti dico'. E' dal compimento della profezia di Tiresia che parte il poema di Pascoli. Ma tale profezia si avvera solo nella prima parte. Una volta tornato definitivamente a Itaca, Odisseo aspetta per nove anni la dolce morte a lui profetizzata, fino a che, assalito dal tedio, riparte per mare alla ricerca dei luoghi che tanto intensamente hanno marcato la sua vita: l'isola di Circe, la grotta di Polifemo, l'isola delle Sirene. Ma questi luoghi, queste esperienze, furono reali nella sua vita o solo sogno? E' cio' che e' costretto a chiedersi il nostro protagonista una volta che la realta' che incontra non corrisponde al suo ricordo. E di domanda in domanda si arriva a quella finale: "chi sono io? chi ero?". Qual e' il senso stesso del vivere? E' un Ulisse moderno, un uomo del Novecento, questo del Pascoli. Il suo viaggio non e' piu' volto all'esterno, alla ricerca di nuovi lidi, a conoscere terre ignote, bensi' all'interno, alla scoperta dell'ambiguo confine tra sogno e realta'; il "limite" non e' costituito dalle mitiche Colonne d'Ercole, bensi' connaturato nella condizione umana, irrevocabilmente volta alla morte. E Calipso, negli ultimi momenti di vita dell'eroe, urlera' con dolore una drammatica verita': meglio per l'uomo non nascere, dato che deve inesorabilmente morire. Ulisse perde cosi' le sue certezze per diventare il simbolo della crisi di valori tipica dell'uomo decadente. Dopo la Trilogia "Il Canto e la Memoria" Gianluigi Tosto continua ad indagare la dimensione del Mito e del poema nelle sue versioni piu' moderne. Ad accompagnarlo ci sono sempre gli strumenti musicali suonati dal vivo da lui stesso, moderno aedo alla continua ricerca della forza e della capacita' evocativa della parola e del suono che fanno sognare lo spettatore, trasportandolo in quella dimensione interiore di ascolto dove i miti, le storie sono sempre presenti, sempre attuali. Essi, infatti, non appartengono ad un remoto passato, ma rappresentano le radici culturali della societa' in cui viviamo, i modelli che continuano a plasmare la nostra interiorita' e i nostri comportamenti, le matrici profonde che danno vita alle forme esteriori in continuo mutamento, accomunandole cosi' al di la' della transitorieta' dei costumi e delle epoche. Video directed by Dario Borgo

DigiChannel | March 18, 2009Watch more videos from DigiChannel

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