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Blob Ultras

Tutti i diritti riservati ©. Per richiederne la cessione potete utilizzare la sezione contatti nell'home page del canale: http://www.youtube.com/user/SandroDiDomenico. Il linguaggio. Lo Stato, gli sbirri, i giudici, la Federazione italiana giuoco calcio, ce n'è per tutti per le strade di Napoli violentate dagli sfoghi murali a mezzo spray scaturiti dalla cosiddetta "mentalità" degli ultras del tifo partenopeo. In particolare, in prossimità dello stadio, ogni parete di mattoni è una pagina da sfogliare di un libro voluminoso di insofferenza per le regole, le istituzioni e il Nord, eterno rivale, con veronesi e milanisti su tutti. Lungo la via d'accesso al settore ospiti fanno ancora bella mostra di sé i messaggi di benvenuto che accoglievano le tifoserie in trasferta le stagioni scorse, quando erano permesse anche agli avversari storici. Sono tutte condensate lì le parole d'ordine delle domeniche allo stadio a fronteggiare un nemico atteso con livore, tra cattive maniere, lame e lacrimogeni. Le sigle dei vari gruppi tutto intorno, ben leggibili, si dividono ordinatamente gli spazi di apparizione. Dopotutto non si può sfigurare davanti all'ospite venuto ad onorare la propria dimora della sua presenza. Ci sono i soliti "Mastiffs" e i "Vecchi lions", quelli con maggiore seguito nel centro storico, poi le "Teste matte" e gli ultras in ascesa, quelli del rione Sanità e dei quartieri spagnoli. Il centro storico, conseguentemente, ha diverse aree di competenza con edifici e vicoli pronti ad accogliere l'espressività spesso surreale di ognuno, mentre le periferie sono terra di conquista per piccoli gruppi marginali, capaci tuttavia di stupire per gravità retorica: «Mi bastano una bocca, un naso, due orecchie e due mani, ma ne vorrei quattro di occhi per guardarmi dagli infami». Criticità future. L'inchiesta relativa ai disordini scoppiati in occasione della trasferta della prima giornata nella Capitale intanto procede, concentrandosi sugli incroci pericolosi tra camorra e tifo violento. Quanto accaduto a Roma però, oltre agli inevitabili strascichi sportivi e giudiziari, come testimoniano alcune scritte murali fiorite in città in questi giorni, che accusano di collaborazionismo con le autorità proprio gli ultras capitolini, evidenziano un altro pericolo. Quello di scontri su appuntamento tra ultras contrapposti provenienti dalle due città. Un dato che prefetti e questure dovranno tenere in considerazione quando le trasferte delle squadre di Napoli e Roma potrebbero portare i gruppi del tifo violento in viaggio con tappa programmata in territorio nemico. Allora potrebbe non bastare più un "Fozza Napoli" consegnato ai posteri e vergato su un muretto a far tornare il sorriso. Sdd

YouTube | September 11, 2008Watch more videos from YouTube