MILANO, 14 dicembre 2007 -- Giocare nello stesso posto dove è cresciuta una leggenda del college basket, l'allenatore di North Carolina Roy Williams, potrebbe essere un segno del destino. Ad Asheville, cittadina appunto del North Carolina di 70mila abitanti, tutto è particolare. L'agenzia immobiliare "Relocate America" l'ha definito il luogo più bello del Paese, senza dimenticare altri complimenti: "Miglior posto dove reinventarsi una vita" ("Aarp Magazine"), "La città più felice per le donne" ("Self magazine"). "Rolling Stone" è arrivata a concedere ad Asheville il titolo di "freak capital" degli Stati Uniti. "Freak", sinonimo di strano, particolare: proprio come Kenny George, giocatore della squadra di basket del college locale, North Carolina-Asheville. Una star suo malgrado. PERTICA -- Kenny non passa inosservato sul parquet. Il motivo? Semplice: misura, scalzo, 232 centimetri, che diventano 238 quando indossa calze e scarpe. Il più alto giocatore mai visto nel basket Ncaa. Se vuole schiacciare, George lo fa senza problemi. Anzi, addirittura senza saltare, in punta di piedi. Come Manute Bol, il leggendario pivot dei Washington Bullets (i "genitori" degli attuali Wizards), transitato anche da Forlì nella stagione 1995-96. Solo che Kenny non è un membro della tribù dei Dinka come il suo collega: e soprattutto ha pochissime chance di finire nella Nba. Troppi problemi fisici, che l'hanno tenuto fermo ai box per due anni in fila, e quasi zero tecnica individuale. Diversi passi indietro, dunque, rispetto ad altri giganti che hanno fatto fortuna nel campionato di basket più famoso del mondo: da Shawn Bradley a Gheorghe Muresan, fino a Yao Ming. I NUMERI -- "Nel pullman della squadra ho un posto tutto mio, in fondo. In più dormo in un letto lungo 8 piedi, e sempre in posizione fetale". George scherza sulle sue dimensioni extralarge, ma in campo fa sul serio. Nella Big South Conference, non proprio la Acc o la Pac Ten (due dei più famosi campionati universitari), viaggia con numeri incredibili, pur giocando solo 22 minuti a partita: 11 punti, 8 rimbalzi e 6,5 stoppate, con l'80 per cento dal campo. Nella scorsa stagione in 10 minuti di utilizzo medio rifilava due stoppate a partita. Praticamente questo perticone nato a Chicago rispedisce al mittente tutto quello che gli ronza attorno. In attacco è, sì, facilitato dall'altezza, ma in quanto a movimenti siamo all'abc. Nella sua breve carriera universitaria, comunque, George si è già concesso il lusso di due triple doppie. Ma il momento più "alto", sportivamente parlando, di Kenny è stata la schiacciata, senza saltare, contro i Tar Heels di North Carolina. Chissà se Roy Williams, il coach di Unc, avrà preso nota, magari per farne un giocatore da Nba.